Qui al Fionco lo diciamo sempre: la nostra pizza non è la solita pizza.
Dietro ogni morso c’è una ricerca quasi ossessiva, fatta di telefonate ai produttori, assaggi e ritrovamenti.
Andiamo a cercare le piccole eccellenze nascoste, quelle che un peperone tondo coltivato sul Vesuvio o un salume che riposa nelle nebbie del Po conoscono bene, ma che raramente arrivano in una pizzeria.
E la stessa cura la mettiamo in quello che sta alla base: anche l’impasto, da noi, non è mai un impasto qualunque.
Sei portate, ognuna costruita attorno a un prodotto certificato DOP, IGP o Presidio Slow Food, esaltato per tirarne fuori il carattere e aggiunto a freddo all’uscita dal forno.
La firma del percorso degustazione “Eccellenze d’italia” del Fionco è anche negli impasti pizza: quattro fette, quattro impasti diversi, scelti uno per uno per dialogare con ciò che ci va sopra.
Un viaggio leggero ed estivo che racconta l’Italia attraverso quello che sa fare meglio: mangiare bene.
Sulla base, olio EVO Centonze DOP della Valle del Belice e datterino al sugo proveniente dalle Fattorie Migliarese.
Alla base il nostro nuovo impasto padellino, alto e soffice. In cottura, fiordilatte Santa Maria. A fine cottura, stracciatella Primo Latte di Andria, mortadella “Artigianquality” a velo, crema e granella di pistacchio di Bronte di “l’Oro Verde dell’Etna”, filo di olio Centonze DOP. Quella di Artigianquality non è una mortadella “di Bologna” qualunque: la produce la famiglia Scapin nell’ultimo laboratorio rimasto a produrre mortadella interamente artigianale dentro il comune
di Bologna. Cottura lentissima, lavorazione a mano, carni di suini allevati allo stato semibrado sulle colline emiliane.
Pizza tonda, impasto al grano arso con note affumicata di legno e nocciole. In cottura, un velo leggero di fiordilatte Santa Maria. A fine cottura, papaccella napoletana a falde, bufala Barlotti di Paestum DOP, oliva caiazzana DOP, filo di olio EVO Centonze DOP. La nostra papaccella è un piccolo peperone tondo e costoluto coltivato sul Vesuvio Presidio Slow Food: un peperone che non punge mai, con la particolarità di non spellarsi e di essere molto più digeribile del peperone tradizionale.
Pizza tonda, impasto ai 10 cereali. In cottura, pelato “Oro del Vesuvio” Premium e fiordilatte Santa Maria. A fine cottura, Culatello di Zibello DOP, confettura di cipolla rossa di Tropea IGP Bio Fattorie Migliarese, filo di olio EVO Centonze DOP. Il Culatello di Zibello è il Re dei salumi: si ricava solo dalla parte muscolare più nobile della coscia, eliminando cotenna, grasso, ossa e fiocchetto, lavorato rigorosamente a mano dalla salatura alla legatura e stagionato un minimo di dodici mesi nelle cantine affacciate sul Po.
Pizza tonda, impasto ai 10 cereali. In cottura, pacchetelle di pomodorino giallo del Vesuvio leggermente schiacciate e fiordilatte Santa Maria. A fine cottura, fiocchi di burro, alici di Cetara Delfino Battista, granella di capperi di Salina Presidio Slow Food, origano di Salina e scorza di limone grattugiata. Frutto di una maturazione lenta sotto sale in botti di legno, le alici di Cetara portano una sapidità di mare profonda, lontana anni luce dall’acciuga industriale.
Dessert al bicchiere: savoiardo morbido agli agrumi sul fondo, crema al mascarpone con confettura di fragole biologiche Fattorie Migliarese e melograno a coprire.
IL FIONCO RISTORANTE PIZZERIA
via Francesco Baracca, 10
35019 Tombolo (PD)